Roberta Sanges

Roberta Sanges, nata a Roma nel 1963, è un artista rappresentata da spazioALLarte.

Roberta vive e lavora nella capitale come decoratrice di interni, pubblici e privati. Non ama parlare di sé dato che considera la sua arte sufficientemente esaustiva e l’unico modo di esistere che abbia ritenuto possibile. È a partire dagli anni Ottanta che la vocazione di una vita si fa breccia nell’autenticità e libertà di espressione che si manifesta non solo nel gesto immediato della comunicazione artistica, ma nella risultanza di una peregrinazione fisica e mentale. Sanges viaggia molto e viene a contatto sia con luoghi che innalzerà ad ambienti mistici, sia con artisti e professionisti di vario genere con cui avvierà collaborazioni come il progetto sonoro  “ Beckbon Scale ”, un work in progress presentato già in diverse città europee e intercontinentali.

Mentre tutto scorre e nulla resta immutabile, del reale non rimane altro che una pallida impressione individuale, un ricordo fuggente e violabile per la sua intrinseca propensione alla rimozione. Ciò che resta è la sintesi, il frammento, l’istante reso eterno se condotto, per mano dell’artista, verso l’immortalità. Per celebrare la vita, la materia tangibile e concreta non occorre descrivere ma solo evocare affidandosi all’efficienza empirica dei sensi tramite l’abbandono della conoscenza epistemologica. Il nutrimento delle nostre percezioni deve essere affidato a un corpo vivente, a un medium capace di restituire con la propria carica generatrice l’essenza stessa del soggetto rappresentato.

Sanges accorda tale privilegio al legno e alle sue tortuose sinuosità, oltre che alla ninfa ancora vitale che era dell’albero stesso. Quest’ultimo, proprio per la sua esistenza secolare, risulta essere testimone di diverse epoche oltre che manifestazione più alta di sacralità e saggezza alla maniera intesa dal credo pagano. Alle stesse figure distillate, che prendono vita dalla stagionatura del legno, interessa l’opposizione nella coincidenza con le venature naturali del supporto ligneo, quello stesso supporto che mostra come un telaio l’anima dei soggetti evocati.  È una visione fortemente spirituale quella che appassiona l’artista, un’estasi che però non aderisce a nessun codice dogmatico o religioso; è libertà di intuizione. Si tratta di quel privilegio mistico in grado di intravvedere la verità per mezzo della rivelazione epifanica, quasi Zen, dell’istante. È nella stessa alternanza di vuoti e pieni che Sanges celebra l’intuizione rivisitando luoghi esplorati e frangenti occasionali che, una volta conosciuti e lasciati all’usura del tempo, vengono abbozzati sulla carta con china e varechina: fotogrammi di fantasmi risorti. Ma l’esperienza dell’artista, e del suo pubblico, deve essere polisensoriale, deve lasciarsi attraversare “ queste cose non sono da vedere ma da agire, sono soltanto uno strumento che porta ad altre cose, sono veicolo”. L’affermazione potrebbe valere per l’intera produzione artistica della Sanges di cui è emblema finale, ma tutt’ora in progress, il suo progetto più eclettico; Scale Dorsali. L’istallazione sonora dalle presenze vettoriali e assemblaggi  ultimati solo con l’azione del fruitore,  ne diventa l’Esperienza, il connubio indissolubile tra causa-effetto-deduzione.

 PERSONALI

http://www.robertasanges.it/