Eventi passati

• LE PAROLE DELL’AMORE – Videoinstallazioni, sculture e opere grafiche di Claudio Marani

Periodo: 31 maggio 2015, 07 giugno 2015

Luogo:  MONK CLUB, Via Giuseppe Mirri, 35

È in un tempo congelato, quasi avvolto in un fatiscente fotogramma che, nella sua apparente immobilità, si compie il viaggio interiore tra luci ed ombre che avvolgono le opere di Claudio Marani. Tra figure plastiche e mistiche, reperti organici, tecnologie, medium vari utilizzati come trasmettitori di correnti sublimali, la materia manipolata diventa rappresentativa di una spiritualità tangibile.

L’inaugurazione della Mostra si è svolto con il Concert Reading del libro “la vodka è finita”, di Alessandro Bernardini.

• CONSUMA PRODUCI CREA – Videoproiezioni e disegni di Andrea Zauli

progetto FARI – Regione Lazio

Periodo: 8 marzo 2015, 17 maggio 2015

Luogo:  Chiostro di Palazzo Caetani a Cisterna di Latina, piazza Angelo Fabiani, nel Comune di Rocca Massima

Andrea Zauli è un produttore, un consumatore e un creatore. Attento a tutto ciò che lo circonda, rielabora, con la vena sarcastica e creativa che lo contraddistingue, una sorta di realtà alternativa che, con lo spettro della “finzione letteraria” essendo egli stesso anche scrittore, non fa altro che schiaffeggiare il fruitore servendogli su un piatto d’argento una sfida giocosa. Direttamente dal produttore al consumatore, le opere permettono di far assaporare, con un graffiante retrogusto all’insegna di un azzardo creativo, interfacce subculturali supportate dalla mediazione artistica di Zauli che, da abile consumatore, non può che divenirne sorprendente creatore.

• MORSI DALLA FAME – Mostra fotografica, immagini di Fausto Capalbo

 24 STAMPE – 12 CIBI TAKE AWAY DAL MONDO

progetto FARI – Regione Lazio

Periodo: 8 marzo 2015, 17 maggio 2015

Luogo:  Chiostro di Palazzo Caetani a Cisterna di Latina, piazza Angelo Fabiani, nel Comune di Rocca Massima

Cibo seriale in una metropoli: l’illusione di una sana varietà reperita nel raggio di poche centinaia di metri, catturata dall’obiettivo di Fausto Capalbo. Sushi, kebab, hamburger, falafel, ali di pollo fritte, arancini, hot dog, involtini primavera. Sono tante le piccole botteghe che offrono il cibo più svariato e d’ogni nazionalità. La diversità dei cibi diventa serialità fotografica, dove tutto viene omogeneizzato attraverso colori desaturati e smorti. Le inquadrature rigorose annientano e uniformano le notevoli differenze dimensionali tra i vari piatti take away. Tutto appare esattamente similare così come quello che tutti i soggetti inquadratati hanno in comune: la bassa qualità e il basso costo.

• NEA LIFE - ARTE, MODA, MUSICA E FOTOGRAFIA

Periodo: Venerdì 16 gennaio 2015 | ore 18.00

Luogo:  MACRO FACTORY – Piazza Guglielmini, 4 (testaccio) – Roma

-Mostra arte “RIGENERAZIONE” con:

Andrea Zauli, Mario Corinthios, Andrea Pacini, Raffaela Capannolo, Claudio Burei, Maria Pia Saccinto, PierAngelo Tieri, Valerio Scapazzi, Monica Melani, Mario D’Allora, Santo Caglioti, Luigi B. Gregorio, Franco Pirzio, Enrique Hernandez, Sara Lafigliola, Manfred Zylla

-Mostra fotografica “ROMA NASCOSTA” con:

Ezio Nocera, Michela petti, Bella Dora, Cristina Giorgio, Francesca Raineri

• spazioALLarte presenta I SUOI ARTISTI

Luogo:  MONK CLUB, Via Giuseppe Mirri, 35

Periodo: 18-21 settembre 2014

Artisti: Andrea Zauli, Stefano Tedeschi, Roberta Sanges, Silvio Mastronardi

L’iniziativa si è svolta in collaborazione con il MONK CLUB, spazio trasversale in cui tanti percorsi si incontrano e si intrecciano per generare nuova linfa.

Live musicali, opere esposte, performance, installazioni, video e suggestive visioni accompagnate dall’ ottimo food&drinks del Monk Club, hanno contribuito a rendere le quattro serate una festa creativa, un’occasione unica nel panorama romano e assolutamente da non perdere.

• spazioALLarte presenta ANDREA ZAULI

Luogo:  Animal 21, Via di Portonaccio 21

Periodo: 25 Luglio 2014

Artista: Andrea Zauli

IL 25 Luglio 2014 nell’area Garden dell’Animal 21, in via di Portonaccio a Roma, è stato possibile osservare una rappresentazione della vasta collezione delle opere di Andrea Zauli, appositamente selezionate per l’occasione: uno spicchio di una produzione artistica che l’artista confeziona, con una frequenza e mole quasi maniacale, dalla fine degli anni Novanta. Le opere di Andrea Zauli sono state presentate in occasione della rassegna culturale di Animal 21 organizzata da Zeitgeist e SleeperS.

• ROBERTA SANGES: SANGUE COLOR DI ROSA

• ANDREA ZAULI: NON E’ UN PAESE PER SUPER-EROI

Genere: mostra Bipersonale
Luogo:  “Cascina Farsetti”, Villa Doria Pamphilj – Via Aurelia Antica 289, Roma (accesso da Via Leone XIII, 75 – Roma)
Periodo: 07 Maggio 2014 – 18 Maggio 2014
Artisti: Roberta Sanges e Andrea Zauli

Perfomance: Stefano Barone e Anna Mancini,  chitarristi e compositori. Melissa Lohman e Flavio Arcangeli della Compagnia Arcalòh.

Proiezione: MESO di Andrés Arce Maldonado,  regista e musicista.

All’interno dell’incantevole atmosfera di Villa Doria Pamphilj, la Cascina Farsetti è stata eletta la sede atta a celebrare l’esposizione d’arte contemporanea che ha visto protagonisti Roberta Sanges e Andrea Zauli.

In una dimora storica dal passato illustre, circondata dalle bellezze naturali che ettari di parco offrono, hanno trovato spazio opere d’arte forgiate da menti creative dei nostri tempi. L’incontro/scontro dei due artisti, dal medesimo ingegno ma dall’opposto risultato,  ha voluto rappresentare l’assoluta iper versatilità della contemporaneità artistica di cui spazioALLarte è fiero testimone. Tanto mistica ed evocativa è la pittura di Roberta Sanges, quanto ironici e sarcastici sono i disegni di Andrea Zauli. Esposti consapevolmente in due piani distinti della Cascina Farsetti, i lavori dei due artisti sono apparsi, ad un primo sguardo, vie parallele cacofoniche dall’impronta creativa talmente distinta da risultare addirittura stridente. Ma è stata la visione d’insieme a predominare; un unico ed enorme spazio ha ospitato di un unico ma infinito concetto: l’arte.

• LA MIA TERRA

comunicazioni irregolari

Genere: mostra Bipersonale
Luogo:  “Cripta Borromeo (GPII)” Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso Vicolo del Grottino 4/b, Roma – 00186 Roma
Periodo: 11 Aprile 2014 – 17 Aprile 2014
Artisti: Raffaella Capannolo e Cataldo Mastrorilli

In un periodo di innegabile crisi delle arti figurative e in cui tutto, e al contempo nulla, può essere definito arte, i due artisti, con la mostra “La mia Terra: comunicazioni irregolari” , hanno proposto una netta inversione di tendenza. In un momento in cui anche la pittura più “tradizionale” è spesso priva di significato e di valori i due artisti, attraverso l’uso sapiente e la padronanza della tecnica, hanno elaborato un proprio linguaggio, un’espressione autentica tale da renderli unici ma pur sempre figli della tradizione.

Nella mostra “La mia Terra: comunicazioni irregolari” le opere di Raffaella Capannolo e Cataldo Mastrorilli sono legate a una pittura di genere, come quella paesaggistica e ritrattistica, che confluiscono poi nel tema moderno per antonomasia: la comunicazione.

In occasione del quinto anniversario del terribile terremoto che devastò l’Abruzzo Raffaella Capannolo, natia dell’Aquila, ha offerto ai visitatori una visione incontaminata di paesaggi che sovrastano una terra colpita, ma non schiacciata.
Cataldo Mastrorilli ha regalato al visitatore frammenti emozionali della sua Puglia, nei quali nulla è stato lasciato al caso e nessuno ha potuto quindi sottrarsi alle vibrazioni e all’energia vitale che la sua arte esprime.

• CONNESSIONI

Genere: mostra personale
Luogo:  “Cripta Borromeo (GPII)” Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso Vicolo del Grottino 4/b, Roma – 00186 Roma
Periodo: 04 Aprile 2014 – 10 Aprile 2014
Artista: Flavio Cacciatori

L’era digitale è caratterizzata da un velocissimo flusso di input mediatici più o meno reali che sembrano scorrere sulla afona coscienza collettiva. Da questo Humus virtuale informe solo colui che Platone chiama Demiurgo, colui che chiamiamo artista, può far emergere un principio ordinatore, una forza plasmatrice che anima e ordina la materia e il cosmo. Ecco così che l’artista, attraverso la sua forza ricettiva e visionaria, da forma, nelle sue rappresentazioni, a contenuti spirituali, o genericamente filosofici, che divengono quindi espressione di forme sensibili. Connessioni neuronali migrano sulle tele di Flavio Cacciatori che si popolano di sfingi, figure aliene, archetipi religiosi o culturali, simboli di mondi fantastici ma al contempo terrestri.

La mostra “Connessioni” è stata una sorta di rappresentazione teatrale in cui il regista è stato l’artista stesso che ha condotto il pubblico verso la propria verità svelandone le maschere attoriali mosse dalle connessioni di ogni visitatore.
Cacciatori ha permesso al visitatore di assaporare l’ebbrezza di un viaggio mistico in cui ciò che conta non è la destinazione ma l’essenza stessa dell’esplorazione.
La mostra non ha condotto quindi il pubblico a trovare delle risposte ma delle importanti relazioni tra i processi.

• LINEE DI CONFINE

dall’Essere al Divenire 

Genere: mostra bipersonale
Luogo:  “Cripta Borromeo (GPII)” Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso Vicolo del Grottino 4/b, Roma – 00186 Roma
Periodo: 21 Marzo 2014 – 27 Marzo 2014
Artisti: Ida Maltempo e Silvio Mastronardi

Nella mostra “Linee di confine, dall’Essere al Divenire” i due artisti hanno rivelato al pubblico il proprio mistero creativo, di cui il visitatore è divenuto favorevole testimone e parte integrante, instaurando con le opere un rapporto destinato a durare nel tempo. Chi crea ha di fronte a sé un enigma, un lucchetto trasparente impresso nella tela bianca pronta ad essere marchiata da vari ipotetici congegni scelti dall’artista che, insolvente, potrebbe fermarsi alla composizione finale tralasciando la soluzione; l’incontro tra opera e fruitore. Ogni artista sha svelato al pubblico la risultante della propria ricerca insita in un linguaggio che, solo attraverso il rapporto con chi osserva, supererà quella linea di confine tra Privato e Universale, tra Essere e Divenire.

La mano di Silvio Mastronardi ha espresso, utilizzando colori ad olio e smalti acrilici e sintetici, uno stato emozionale privato ed intimo che racchiude già in sé, sublimandolo, parte dell’inconscio collettivo. Nemesi e redenzione sono state garantite anche ad ignari fruitori che, accostandosi alle opere di Mastronardi, ritrovano tanti elementi, sacri e profani, appartenenti alla nostra tradizione culturale e artistica rivisitati però in una chiave del tutto personale.

Ida Maltempo ha espresso la sua arte servendosi di un disegno simbolico universale per eccellenza dalla tradizione antichissima ma oggetto di ricerca anche moderna: il Mandala. Il fruitore, attraverso le forme concentriche del Mandala, si è ricongiunto con il proprio Essere e allo stesso tempo ha ssunto consapevolezza di essere parte di un unico cosmo in continuo Divenire; un microcosmo in un macrocosmo.

• ESSERI DI LUCI

Energia oltre la materia

Genere: mostra personale
Luogo:  “Cripta Borromeo (GPII)” Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso Vicolo del Grottino 4/b, Roma – 00186 Roma
Periodo: 10 Gennaio 2014 – 16 Gennaio 2014
Artisti: Tani Anderson e Pigge Nordin

Si è trattato della prima mostra in Italia dei due artisti di origine svedese facente parte di un percorso che porterà le opere dei due artsiti fino alle coste estreme degli States, con altri due eventi, nell’autunno del 2014, in California e in Florida.

Nella mostra “Esseri di luci – Energia oltre la materia”, i due artisti hanno proposto, con estrema originalità e maestria, una sintesi tra antico e moderno, oltre che tra biologico e tecnologico, frutto della loro decennale ricerca artistica. Usando tecniche appartenenti a una tradizione secolare, come la pittura ad olio, concepita in una chiave surrealista, sono riusciti a regalare al fruitore un’emozione di volta in volta simile, ma al contempo opposta, sfruttando un elemento moderno per eccellenza; la luce artificiale.

• COINVOLTI

Ritratto di un Coworking

Genere: Happening
Luogo:  Spaziocentodieci – Via Luigi Lodi 68 | 00157 Roma
Data: 29 Novembre 2013

Filo conduttore dell’happening è stato il “ritratto” di un Coworking.
Sono stati presentati alcuni lavori fotografici e di videomaking di Fausto Capalbo e Stefano Meluni, alcuni lavori e una presentazione del lavoro creativo di Marco Gabriele Proietti. Sono state esposte alcune opere, sempre sul tema del ritratto, di Stefano Tedeschi, Andrea Zauli e di Maura e Cristiano Perricone.

• MACERIE

Ascesa e Caduta

Genere: mostra personale
Luogo:  Il Mitreo – Arte contemporanea - Roma
Periodo: 19 Ottobre- 27 ottobre 2013
Artisti: Maura e Cristiano Perricone – Artificio Lab
Patrocini: Roma Capitale, Arvalia Municipio Roma XI e  Collaborazione con il Mitreo ISIDE Associazione Culturale

Nonostante il decostruttivismo affondi le sue fondamenta nella netta e totale contrapposizione al post-modernismo, Macerie ne è divenuta la conferma proprio nell’epoca attuale. È infatti dalle teorie del filosofo Jacques Derrida che scaturisce l’odierna presa di coscienza; l’essere fossili tra le macerie. Maura e Cristiano Perricone ci hanno raccontato attraverso questa mostra non tanto il momento di rottura o del crollo, quanto il risultato che ne determina, il caos immobile composto da detriti e dalla loro distribuzione spaziale. Partendo dal pensiero concettuale, ma più che mai concreto, di analisi e indagine approfondita della società odierna, gli artisti ne hanno determinato la più che mai completa auto-demolizione. Alle riflessioni critiche nate in diversi contesti umanistici si sono alternati dati reali storici, in particolare la caduta del muro di Berlino, a conferma della metafora del crollo a cui tutta la serie farà riferimento. Se è vero che nella rappresentazione non c’è speranza, è altrettanto vero che si è voluto cogliere, attraverso l’espressione di un sentimento rinnovatore, la proposta di un’alternativa percorribile. Il rinnovamento deve però avere inizio dall’azzeramento, dalla decostruzione, dal default sociale-economico a cui stiamo tendendo; dalle macerie testimoni privilegiate di ciò che fu e che ne sarà.

E’ stato presentata al pubblico un’alternanza di video-installazioni, sculture e opere in Fine-Art, quest’ultime realizzate mediante un procedimento combinato di computer grafica e fotografia applicato a un modello reale di terracotta su cui verranno riprodotti dei crolli, simulando la disposizione delle macerie su di una superficie piana. Tra le sculture saranno presenti anche basso-rilievi in terracotta raffiguranti mappe antiche di alcune capitali , come Roma o Londra, allo scopo di fornire al fruitore due interpretazioni possibili delle stesse e dell’intera Mostra. Partendo dal presupposto che anche in questo caso ci troviamo di fronte a “macerie” su cui è stato poi ricostruito sopra, il visitatore ha potuto leggerci una sorta di speranza legata al concetto eracliano di Pánta Rhêi secondo cui, se tutto scorre, tutto può cambiare ed essere distrutto, ma poi riedificato. Al contrario, la valutazione in altri casi ha avto anche un’accezione pessimista, ma paradossalmente ben più ottimista, prova del fatto che tutto si perde e diventa intellegibile per l’uomo, ad accezione dell’arte generatrice.

• IL CIELO SVELATO:

La viva arte della nobile Girgenti

Genere: mostra collettiva
Luogo: Complesso monumentale Sant’Andrea al Quirinale- Teatro dei Dioscuri- Roma
Periodo: 2 Maggio- 5 Maggio 2013
Artisti: Luigi Cervone, Bruno Melappioni, Marzia Americo
Patrocini: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Lazio, Regione Sicilia, Roma Capitale, Comune di Agrigento.
Collaborazione con l’ Associazione Culturale G.A.P.

La mostra è stata ideata con il precipuo scopo di far conoscere a livello nazionale la dinamicità artistica contemporanea, di cui Agrigento viene assurta a simbolo ma che è condivisa da tutta la terra di Sicilia, attraverso l’istituzionalità del Complesso Monumentale di S. Andrea al Quirinale, per dare la giusta risonanza all’arte contemporanea siciliana, di cui il lavoro pluridecennale degli artisti qui presentati è un raffinato e importante simbolo.

Il titolo della mostra prende spunto dal famoso romanzo “Il cielo rubato” di Andrea Camilleri, nato a Porto Empedocle e particolarmente legato alla terra di Sicilia.

I tre artisti presentati per questa esposizione sono stati scelti non solo per la qualità della ricerca tecnica e stilistica comprovata da una decennale esperienza di mostre collettive e personali, sia in ambito nazionale che internazionale, ma anche perché rappresentanti un differente modo di interpretare l’arte che in questo modo viene narrata nella sua interezza attraverso la pittura di paesaggio di Marzia Americo, la scultura di Bruno Melappioni, la pittura figurativa di Luigi Cervone.

• LA SOSTANZA DELLE COSE

al di sotto del film pittorico

Genere: mostra collettiva
Luogo: Il Laboratorio- Roma
Periodo: 23 Aprile – 28 Aprile 2013
Artisti: Giorgia Frasso, Margherita Saccà, Stefano Tedeschi

Il percorso della mostra è stato alternato e ad intreccio per valorizzare le diversità dei 3 giovani artisti e stimolare il visitatore ad abbandonare un approccio razionale in coerenza con il tema della mostra che prende spunto dal concetto filosofico greco di sostanza, letteralmente traducibile con “ciò che sta sotto”: ciò che è nascosto all’interno della cosa sensibile come suo fondamento ontologico.

Al di sotto del film pittorico delle opere è racchiusa l’idea, l’essenza del pensiero dell’artista, indefinibile e inintelligibile per la mente umana, costretta ai limiti dell’attività raziocinante, e solo l’intuito, libero da ogni mediazione, risulta un mezzo affidabile per raggiungere la sostanza del pensiero dell’artista.

Tale sostanza è ciò che dà forma al risultato finale dell’opera, ciò che supporta ed allo stesso tempo percorre e definisce l’opera dipinta, esclusiva ed ineluttabile ma allo stesso tempo sfuggente: un mistero mai svelato per la ragione umana sedotto dalla vicina ma inafferrabile essenza di una poetica.

 L’ispirazione in Stefano Tedeschi ha una genesi letteraria. L’accidente in Stefano Tedeschi è ancora in evoluzione, in fermento primordiale e genetico. Le sue “macchine biomorfiche” fluiscono e sono impastoiate entro i confini della struttura, del già finito. È nella dicotomia caos-istinto ordinatore che soggiace e poi gorgoglia la sostanza poetica di Tedeschi.

Nelle opere di Margherita Saccà la sostanza è conglobata nel materismo pittorico, un sostrato che è duplice, formato dalla pellicola dell’olio e dalla densità del vetro e della sabbia con esso in commistione. La ricerca punta alla sensorialità, purché lasci un segno nella memoria dello spettatore che meglio comprenderà la potenza e la magnificenza della Natura.

Giorgia Frasso sembra sfaldare ogni ipotesi d’ordine, e significante e significato si manifestano più volte sullo stesso piano. La sostanza artistica si è palesata in pitture aggettanti, o in pennellate e cromie di matrice espressionista, stando a significare una propulsione verso la guarigione e l’uscita dai periodi oscuri che la vita ci riserva.

• ORIGINI

Genere: mostra collettiva
Luogo: Il Laboratorio- Roma
Periodo: 19 Febbraio – 24 Febbraio 2013
Artisti: Azzurra Angeletti, Sabrina Dan, Miriam Di Domenico, Ambra Zeffiro

Il genio artistico incontratosi nella Factory AltrArte e nutrito dal noto scultore Melappioni, ha svelato le proprie Origini nel cuore di Roma. Le artiste emergenti Azzurra Angeletti, Ambra Zeffiro, Sabrina Dan, Miriam Di Domenico hanno ripercorso  il moto originario del proprio linguaggio dando vita ad un’esposizione carica del primogenito atto creativo.

In coerenza con il proprio linguaggio artistico odierno ogni protagonista ha rivisitato e ripercorso il processo evolutivo ritrovandone l’Origine e divenendo emblema della prima, e più profonda, mediazione con il fruitore.

Azzurra Angeletti ha espresso la sua arte attraverso un lavoro su tavole lignee andando alla ricerca dell’ identità di ciascun individuo data l’importanza della conoscenza di sé, delle proprie origini e tradizioni, che si identificano nella suggestiva immagine legata a gallinelle e galli che si imbattono sul cammino di una ragazza in fuga.

Dalla mano di Sabrina Dan hanno preso  vita figure femminili legate ad alcuni simboli nodali da cui si è generato il suo linguaggio. Ogni personaggio dell’universo Pop surrealista interagisce in modo inaspettato con tali simboli propri di una cultura che rappresenta,  ma non per questo si nasconde allo sguardo del fruitore, il quale viene condotto ad assumere un’ottica diversa nel giudicare gli altri, ciò che lo circonda e il proprio passato.

La ricerca artistica di Ambra Zeffiro si è concentrata sul tema del Femminismo che prende forma in ritratti pittorici e scultorei di donne, figure chiave culturale dell’umanità, posseditrici  di forza ed energie, complici di una moderna percezione della stessa.

La presenza della donna sembra è stata il trait d’union delle ricerche sulle Origini delle 3 artiste,  Origini che si identificano in un luogo fisico catturato dallo scatto dell’ artista Miriam Di Domenico: la facciata della Factory. L’immagine fotografica ha inaugurato un nuovo percorso dell’artista, fatto di contaminazioni ma sempre in linea con la ricerca della quotidianità.

• IL FILO CONTINUO

Genere: personale
Luogo: Complesso Monumentale San Salvatore in Lauro- Roma
Periodo: 15 Gennaio – 30 Gennaio 2013
Artista: Bruno Melappioni
Patrocini: Regione Lazio, Roma Capitale
Collaborazione con l’ Associazione Culturale G.A.P.

Nel prestigioso spazio espositivo del Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, si è allestita una personale dedicata all’arte di Bruno Melappioni attraverso dieci opere ispirate dallo sforzo fisico delle performance atletiche: il nuoto, la ginnastica, la danza… non a caso tutte le sculture rappresentano donne: il corpo femminile, nella sua completezza capace di generare nuova esistenza, è il simbolo perfetto della forza vitale e dell’accettazione del sacrificio, stati d’animo necessari per raggiungere l’eccellenza anche nello sport.

Accanto alla serie delle atlete, tema principale della mostra, sono state esposte due sculture che invece riflettono più in generale sulla condizione esistenziale dell’essere umano e proprio per questa funzione simbolico-rappresentativa, sono state poste all’inizio e alla fine del percorso espositivo, come una sorta di geni tutelari che accompagnano il visitatore suggerendo il significato della ricerca di quello stato di grazia che soltanto attraverso l’impegno costante è possibile raggiungere: la coscienza di sé. I visitatori, quindi, venivano accolti dalla “Pensatrice”, che invita a riflettere sull’esistenza e le capacità che ognuno di noi possiede, e venivano salutati da “Greta”, che, avvolta attorno a un albero, ricorda che non ci può essere grazia ed equilibrio senza armonia con la Natura e con il mondo a cui tutti noi apparteniamo.

Nelle pareti dello spazio espositivo, invece, sono state presentate per la prima volta dieci pannelli che fanno da base per altrettante sculture bidimensionali, sempre in filo di ferro, anch’esse legate alla gestualità atletica come simbolo della ricerca del sé.

L’attività artistica di Melappioni corre parallela all’attività di formazione artistica, che ha dato vita alla factory “Altrarte” . Durante il matinée, le allieve di Bruno Melappioni hanno dato prova della loro abilità in una estemporanea di pittura su pannelli di legno che hanno poi composto un totem di circa due metri d’altezza.

• VELATA DI INNOCENZA, SVELATA DA OGNI SGUARDO

Genere: personale
Luogo: Il Laboratorio – Roma
Periodo: 6 Novembre – 11 Novembre 2012
Artista: Brahim Achir
Collaborazione con l’Associazione Culturale G.A.P.

Le tele esposte sono una selezione rappresentativa della pittura figurativa di Brahim Achir, artista algerino che dall’inizio degli anni ‘80 persegue la sua ricerca poetica a Roma.
La pittura di Achir si fonda con la sua poesia divenendo quindi una sorta di estetica-poetica dell’artista. La mostra, fin dal titolo “Velata di innocenza, svelata da ogni sguardo”, che è un verso dell’artista stesso, ci conduce subito nel mondo di Achir, un mondo fatto di donne e paesaggi senza tempo.

Per mezzo di colori ad olio su tela e l’uso predominante di calde tonalità seppia e del blu del mare, Achir indaga nel viso umano femminile facendo emergere i sentimenti e l’animo delle donne che ritrae, donne che si allontanano dalla canonicità, con volti metafisici, quasi surreali, che vengono e conducono ad un universo altro. Le sue figure femminili sfiorano il nostro animo e restano figure emblematiche che si ha l’impressione di comprendere solo per qualche istante, ma delle quali si potrà sentire l’eco dello sguardo sereno e nello stesso tempo angosciante per sempre.
I paesaggi che ospitano le donne di Achir sono civiltà oniriche, composte da monoliti persi ed intrappolati in un tempo sospeso che le rende lontane dal nostro mondo e vicine alla nostra anima. Prendono forma dimensioni in cui emerge su tutto la luce del mondo interiore che si ritrova negli occhi delle donne ritratte. Si tratta di civiltà distrutte in cui ciò che sopravvive è l’essenziale, oltre il tempo.